venerdì 29 marzo 2013

Compilare un Tax Return in Canada

Dopo aver compilato e spedito il tax return e visto che tutti si affannano a scoprire come funziona il sistema tributario in Canada ho deciso di fare un secondo post sulla tassazione, incentrato solo sull'Income Tax, ovvero le tasse sul reddito. Il primo post lo trovate QUI.

Come in Italia alla fine dell'anno solare si tirano le somme ed entro i primi mesi dell'anno successivo (solitamente aprile) si deve compilare e spedire la dichiarazione dei redditi. Si potrà avere diritto ad un rimborso se si è pagato più del dovuto, si dovrà integrare se si è pagato meno, ma in ogni caso la dichiarazione va compilata e spedita (è possibile farlo anche online, ma non la prima in assoluto che fate in Canada).
Per fare la dichiarazione quello che serve è:
  • la guida ufficiale a cui fare riferimento in ogni situazione. La si trova sul sito del Canada Revenue Agency.
  • i moduli cartacei, se li volete, che possono essere scaricati sempre dal sito internet, oppure ritirati in un qualsiasi ufficio postale insieme alla busta (che NON è pre-affrancata) per spedire i moduli compilati.
  • non obbligatorio, ma lo consiglio, un software per le tasse. Il sito della Canada Revenue Agency fornisce una lista di software, tutti certificati e approvati, alcuni gratis, alcuni a pagamento. Io ho usato StudioTax, totalmente gratuito e mi ci sono trovato bene.
Al momento della dichiarazione, la prima cosa da stabilire e se si è considerati residenti o meno ai fini fiscali. Se si è in dubbio è possibile compilare un modulo, ma va fatto con sufficiente anticipo, e la Canada Revenue Agency fornirà una risposta sullo stato. La guida, secondo me, è comunque abbastanza chiara e considera residenti chi è stato in Canada più di 6 mesi nell'anno solare o che abbia sufficienti legami con il Canada. Nella definizione di "legami" c'è di tutto: una casa, anche in affitto, un conto in banca e/o carte di credito, una patente canadese. Personalmente mi sono considerato con sufficienti legami e, inoltre, andando potenzialmente a mio svantaggio economico, a favore di sicurezza. 

Da sottolineare come sia importante la provincia di residenza, in quanto cambiano le fasce e le aliquote di contribuzione e cambia l'ufficio a cui spedire i moduli. Quando scaricate i moduli, scaricate il pacchetto relativo alla vostra provincia di residenza.

Dunque il sistema canadese, come già scritto nel post di qualche mese fa, si basa su una serie di aliquote federali e una serie di aliquote provinciali, generalmente molto più basse. Rispondere alla, frequente, domanda "quanto incidono le tasse in Canada" è quindi difficile. Primo perchè c'è molta differenza tra le aliquote della British Columbia e, per esempio, della Nova Scotia e secondo perchè il livello di contribuzione (come anche in Italia, d'altronde) dipende dallo scaglione in cui si rientra. Con una ricerca su google si trovano diversi siti che offrono un calcolo delle tasse. Non li ritengo affidabili, in quanto non sono esplicite le detrazioni che vengono fatte, ma possono dare un'idea del livello fiscale  che ci si può aspettare (QUI un esempio).

Esempio di un T4 Slip
Come iniziare, quindi, la nostra dichiarazione? La cosa fondamentale e imprescindibile è il T4 Slip. Il T4 è un modulo che vi DEVE rilasciare il vostro datore di lavoro alla fine dell'anno. Se avete lavorato per più datori di lavoro dovete raccogliere tutti i T4. Sia chiaro che è un vostro diritto avere questo modulo nonchè un dovere del datore di lavoro fornirvelo. Il T4 altro non è che il riassunto del vostro anno contabile. Riporta quanto avete guadagnato nell'anno solare al lordo, le tasse trattenute, i contributi versati, etc. Ovviamente, alle prime esperienze questo modulo è molto semplice e riporta giusto un paio di cifre. Ma con il passare del tempo se si ha diritto a bonus, si ha diritto ad esenzioni particolari etc. il T4 diventa più complesso.

Raccolti tutti i T4 si può prendere in mano il modulo T1, che è il modulo federale, comune a tutte le province, e iniziare a riempire le caselle. Il processo è abbastanza semplice in quanto i moduli T4, anche se differiscono nell'aspetto e nei colori, sono standard. Ad esempio nella riga dove dovete mettere il vostro reddito netto, ci sarà scritto "box 14 on T4 slip" e sul T4 sarà scritto vicino alla casella che quel numero va riportato nella riga 101 del modulo T1. Se usate il software, questo vi chiederà di inserire i dati del (o dei) T4 e automaticamente riempirà le caselle del modulo T1 e poi di quello provinciale.

Quando avete iniziato a lavorare avete compilato due moduli, uno federale e uno provinciale, relativi al Personal Claim Amount. Ogni contribuente ha diritto a richiedere questa cifra base a cui poi possono essere messe vicino altre detrazioni dovute all'età, all'avere figli a carico, ad aver sostenuto spese per l'istruzione e così via. Non facciamoci ingannare dai numeri: il Basic Claim Amount federale è di 10.822$, ma questa cifra (eventualmente maggiorata dalle detrazioni aggiuntive cui accennavo) viene moltiplicata per l'aliquota più bassa e quindi sottratta al totale delle tasse da pagare. Questo sistema è stato ideato per far sì che chi, nell'anno solare, ha avuto un reddito molto basso (possiamo definirlo sotto il limite di povertà) risulti esente dalle tasse, ma allo stesso tempo non crei disparità con chi è sopra. 

Esempio:
A ha guadagnato 10.000$ e dovrebbe pagare il 15% di Federal Tax pari a 1.500$. Tuttavia ha diritto ad una detrazione pari a 10.822*0.15=1623$ e risulta quindi esente.
B ha guadagnato 20.000$ e anche lui ricade nella fascia del 15%, per cui dovrebbe pagare 3000$, ma anche lui ha diritto alla detrazione di 1623$ e quindi pagherà 1377$. 

Risulta, credo, abbastanza chiaro che con un sistema più drastico (per esempio, chi è sotto i 10.822$ non paga tasse), ci sarebbe una differenza abissale tra chi ha avuto un reddito appena sotto il limite e chi appena sopra. Pochi dollari di differenza di reddito, ma uno non pagherà niente e l'altro pagherà 1600-1700$. 

Funziona allo stesso modo per le tasse provinciali: si ha il Personal Claim Amount formato dalle diverse voci per cui si chiede una detrazione e il totale viene moltiplicato per l'aliquota più bassa e sottratto alle tasse da pagare. Attenzione che, se ai fini contributivi siamo in Canada per una frazione di anno, il Personal Claim Amount va rapportato all'effettivo periodo di permanenza. Se ad esempio, una persona è stata in Canada per 130 giorni allora il Federal Claim Amount sarà 10.822*130/365=3.854$.

Un'altra voce che è sempre presente nel T4 è il CPP, ovvero il Canada Pension Plan. Questo è un fondo pensionistico statale a cui tutti contribuiscono con una percentuale del loro reddito, che per il 2012 era del 4,95%. Tuttavia, il CPP offre una pensione base; se si vuole costruire una pensione che ci renda più tranquilli si fanno dei versamenti annuali in fondi privati (banche, assicurazioni, etc.). Si tratta del RRSP (Registered Retirement Savings Plan), a cui spesso è possibile aderire tramite l'azienda, che tra i benefits può contribuire pagando una parte dei nostri contributi. A titolo di esempio, l'azienda per cui ho lavorato e che mi ha sponsorizzato, aggiunge il 25% dei contributi per i primi anni, poi il 50% e infine il 100%. Per cui se io contribuisco con 1000$, loro ce ne mettono vicini altri 1000$. Versare contributi RRSP, inoltre, permette di avere delle agevolazioni al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Tuttavia per iniziare a versare RRSP, bisogna aspettare la conclusione del primo anno di lavoro, quindi è una cosa su cui sono informato solo superficialmente e che approfondirò quando verrà, eventualmente, il momento di prendere delle decisioni in merito.

L'ultima voce, solitamente presente sul T4, è l'EI (Employment Insurance), un contributo anch'esso legato al nostro reddito (nel 2012 era pari all'1,88% del reddito). Sia il CPP che l'EI vanno inseriti nella dichiarazione e ci possono portare dei benefici a livello economico. Se il nostro reddito è molto basso, lo sono di conseguenza questi contributi. C'è un limite, sotto il quale si ha diritto al rimborso totale di CPP ed EI. Non entro nel dettaglio, perchè comunque sono regole e valori che possono cambiare di anno in anno e che si trovano comunque sulla guida. Inoltre, usando uno dei software citati in precedenza, questi dettagli vengono evidenziati.

Esiste anche un limite superiore ai contributi che si devono versare sia per il CPP che per l'EI. Per il 2012, ad esempio, il massimo reddito pensionabile è di 50.100$ con un'esenzione base di 3.500$. Il contributo del 4.95% si applica quindi alla sola quota di reddito compresa tra questi due valori. Analogamente si agisce per l'EI. Quando si lavora per più datori di lavoro può succedere che a fine anno risulti un versamento di CPP e/o di EI superiore al massimo consentito e si ha pertanto diritto al rimborso completo della parte eccedente.

Io ho inizialmente compilato i moduli cartacei come pensavo fosse corretto e successivamente ho inserito i dati e ottenuto i moduli compilati dal software. Quindi sono andato a vedere le differenze e mi risultava, infatti, una diversa gestione di CPP ed EI. Cercando bene sulla guida alla compilazione e su google, sono risalito a questi limiti di CPP ed EI, per cui dovevo inserirli in un'altra casella e chiedere il rimborso completo di questi contributi. Penso sia anche un ottimo esercizio per cercare di capire come funziona il sistema fiscale, partendo proprio da una dichiarazione semplice così che, in caso di lunghe permanenze e, via via, dichiarazioni più complesse si possa fare un gradino alla volta ed essere in grado di gestire autonomamente il proprio Tax Return.

In alternativa si può anche andare in uno dei tantissimi centri che fanno Tax Return. Di solito, per Tax Return base, chiedono una cifra fissa di 50-60$ più una percentuale di quello che vi viene restituito. Non so quanto ne valga la pena per una dichiarazione semplice. Altro discorso se si inizia ad avere investimenti, conti deposito che ci fruttano un piccolo interesse, etc.

C'è un ulteriore rimborso a cui si può avere diritto e si tratta di un rimborso (parziale) della GST/HST cioè dell'imposta sugli acquisti. Per richiedere tale rimborso è sufficiente barrare la casella corrispondente nel modulo T1. Se si rispettano i requisiti di reddito (è ovviamente un rimborso che serve ad aiutare le persone a basso reddito) si riceveranno 4 pagamenti trimestrali. Si parla di un totale di 250$ circa. Va comunque detto che, almeno per quel che riguarda la British Columbia, con il 1 Aprile si ritorna al vecchio sistema GST+PST, per cui è da vedere come questo cambiamento influenzerà il rimborso.

Ricapitolando:
  • visitate il sito del Canada Revenue Agency che ha tutte le informazioni necessarie per compilare la dichiarazione. In generale qui in Canada, sui siti governativi trovate tutte le risposte alle vostre domande.
  • mettete vicino tutti i T4.
  • recuperate i moduli o scaricate uno dei software (consigliato).
  • compilate con la guida sottomano sempre utile in caso di necessità.
  • non dimenticate di compilare il modulo con le vostre coordinate bancarie (se volete un bonifico, altrimenti vi mandano un assegno).
  • Spedite tutto all'ufficio competente per la vostra residenza.

mercoledì 27 marzo 2013

LMO, flagpole e sci

Vista dal Mt. Washington
L'ultimo è stato un mese parecchio busy per via della scadenza della WHV e tutto ciò che ne consegue. Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia è partito il processo di sponsorship: per prima cosa è stato messo un annuncio per la posizione lavorativa che è dovuto restare fuori 14 giorni. A causa dei ritardi, prima della fine dei 14 giorni, scadevano i 6 mesi di WHV. Con il 1 marzo, quindi ho dovuto smettere di lavorare, il 2 sono tornato a Vancouver e ho fatto il flagpole al border di White Rock. Ora sono a Vancouver con un visto turistico. Finiti i 14 giorni di annuncio, è stata spedita l'application per la LMO che è ritornata indietro positiva. Ora devo solo attendere che l'avvocato mi mandi tutte le carte per poter andare al border a richiedere il work permit. Una volta che avrò il timbro sul passaporto tornerò a Kitimat e riprenderò a lavorare.

Nel frattempo, salvo rare occasioni, si passano le giornate con parecchia noia, visto che tutti gli amici lavorano o studiano. La primavera (o almeno come la chiamano qui) cerca di arrivare e si alternano giornate di sole stupende ad altre di pioggia. Per fortuna è ancora abbastanza fresco da permettere qualche sciata.Due settimane fa ero su Vancouver Island in visita parenti, così sono andato a Mount Washington, anche se la neve non era eccezionale. Venerdì invece, la mitica Grouse Mountain. L'idea di arrivare sulle piste con il servizio urbano è fantastica.

Vancouver dalle piste di Grouse Mountain
Ho sciato 3 ore sotto una nevicata incredibile per cui le condizioni delle piste cambiavano continuamente e direi miglioravano, visto che per la maggior parte le piste non sono battute quindi più neve fresca c'è, meglio è. Con poca neve, infatti, le ginocchia ne risentono visto che sono tutte gobbe ghiacciate. Con il passare delle ore, invece, c'era un ottimo strato di neve fresca, ideale per divertirsi.
Fortuna ha voluto che, alla fine, anche il cielo si è aperto e ho potuto godere appieno della vista di Vancouver. Purtroppo dovevo rientrare in città presto, quindi la sciata non è proseguita in notturna. Ma con un work permit di 2 anni, spero ci sarà un'altra occasione. Dal punto di vista sciistico posso ritenere soddisfacente la stagione: ho sciato in posti incredibili e...in CANADA.

Se questo work permit verrà finalmente appiccicato sul mio passaporto inizierò a cercare offerte per comprare un paio di sci per il prossimo inverno. Si può trovare qualcosa adesso a fine stagione, oppure a settembre/ottobre quando iniziano le fiere e i mercatini e si trova anche prodotti nuovi, ma a prezzi vantaggiosi.

giovedì 14 febbraio 2013

Never give up


Premessa: questo post copre un lungo periodo e argomenti diversi e verrà scritto in diversi giorni, visto che il tempo a disposizione è poco. La grammatica e la scorrevolezza, pertanto, potrebbero lasciare a desiderare, o quantomeno più del solito.

Shames Mountain
Partiamo dalle banalità: sempre a Kitimat, il popolo della neve. O almeno così dicono. Di certo quest’inverno, salvo colpi di coda a febbraio e marzo, non verrà certo ricordato per la neve e il freddo. Di fronte a una media di 140cm di neve per il mese di gennaio, quest’anno abbiamo raggiunto ben 15 (sì, quindici) cm. Una miseria. Per il resto spesso nuvoloso o pioggia. Insomma, come essere a Vancouver, dal punto di vista climatico. Almeno adesso le giornate si allungano e quando esco di casa al mattino c’è luce. Ed è una bella conquista visto che dalla mia postazione in ufficio (e non solo la mia) non c’è luce naturale e fino a metà gennaio l’unica luce del giorno che vedevo era in pausa pranzo.

Fra le cose fatte nell'ultimo mese sicuramente va ricordata la prima sciata canadese e pure la seconda. L’unico posto raggiungibile è Shames Mountain, 100km da Kitimat (il secondo più vicino è a Smithers, circa 5 ore di macchina). È un comprensorio piccolo, costituito da una seggiovia a due posti vecchio stile e un’ancora. Ma con solo 2 impianti riescono a coprire 28 piste; inoltre il fatto che c’è poca gente significa zero fila per risalire, sempre. La storia del comprensorio merita un veloce racconto: fino a 2 anni fa era di proprietà del fondatore, che ora, arrivato ad una certa età ha messo in vendita. Ovviamente nessuno era intenzionato a comperare visto il piccolo bacino d’utenza e un conseguente bilancio in perdita. Alla fine la comunità locale ha dato vita a una co-op chiamata My Mountain Co-Op e grazie all’aiuto degli sponsor vicino ai contributi privati hanno comprato il comprensorio e ora lo gestiscono garantendo alla comunità di Terrace e Kitimat (ma anche Prince Rupert) la possibilità di sciare.

Shames Mountain
Un po’ per la quasi amatorialità con cui è gestito, ma soprattutto per quello che la gente vuole, scordatevi le piste tirate come in Italia. Le piste facili sono battute, ma resta sempre una striscia piuttosto ampia a lato di neve fresca (o meglio powder). Le medie sono metà battute (sempre con la striscia di powder a fianco) e metà totalmente al naturale; le difficili non vengono mai battute, quindi tante gobbe e neve soffice. Volete sciare in mezzo agli alberi? Non c’è problema, nessuno lo vieta e anzi, risalendo in seggiovia c’è un cartello che suggerisce come evitare rischi inutili passando vicino agli alberi. Ma la cosa migliore è la gente: se c’è un cartello che dice “pista per sciatori esperti” non troverete nessun incapace che vi taglia la strada o si pianta di colpo in mezzo alla pista; non ci saranno padri irresponsabili che portano il bambino di 4 anni sulla Gran Risa. Solo voi e il rumore degli sci che affondano nella polvere.

La prima sciata è stata un po’ sfortunata, in quanto da un paio di settimane non nevicava, quindi le piste ripide non avevano abbastanza neve. Lunedì scorso (Family Day e quindi giorno di vacanza), invece, nevicava e aveva nevicato nei giorni prima per cui tutte le piste erano praticabili e il divertimento decisamente maggiore. La notte successiva ha accumulato 40cm e le previsioni mettono grandi nevicate per la settimana. È facile pensare che sabato ci possano essere 60cm minimo di neve fresca, motivo per cui è altamente probabile un immediato ritorno sulle piste.

Le mitiche ali di pollo (piccanti e in salsa BBQ)
3 febbraio: SUPERBOWL. Ebbene sì, è un rito a cui non si può rinunciare, anche se è più sentito negli Stati Uniti che in Canada. Dalle 3 del pomeriggio davanti alla tv, con una bella scorta di birra, un po’ di patatine e le immancabili ali di pollo. Uno sport che fino a qualche mese fa non mi trasmetteva niente, ma dopo averne capito le basi ho iniziato ad apprezzare notevolmente. Peccato solo che ora bisogna aspettare settembre per la nuova stagione. In compenso è finalmente iniziata la stagione di NHL (hockey ghiaccio): una religione e una ragione di vita in Canada. Programma intenso dopo il lockout che ha posticipato di 3 mesi l’inizio della stagione, ma almeno ogni giorno ci sono partite per cui dopo lavoro, se non ci sono straordinari da fare, si può ingannare il tempo buttando un occhio alla partita mentre si cena.

Ma veniamo alle cose serie: il lavoro. Dopo 2 mesi ho finalmente preso confidenza con i progetti su cui lavoriamo che sono veramente vasti e richiedono tempo per riuscire a cogliere certi dettagli; e ho preso pure confidenza con gli standard utilizzati, con il Civil 3D e con i colleghi. Aver imparato da autodidatta tutti i software che conosco a partire da Word quando avevo 6 anni, passando per Power Point, Excel, AutoCAD, SAP2000, MatLAB (ok, questa è una bufala. Non l’ho mai imparato, ho solo copiato gli esercizi, ma era un programma che fin dall'inizio ho battezzato inutile per il mio futuro e la scelta sembra corretta) è sicuramente stato, ed è tuttora, d’aiuto nell'apprendere velocemente questo nuovo software (che per molti aspetti è tale e quale ad AutoCAD con l’aggiunta di strumenti interessanti che permettono di progettare direttamente nell'area di disegno).

Il lavoro non manca e spesso capita di fare ore di straordinario: a volte si stacca un’ora e mezza per cena e si ritorna 3-4 ore dopo cena o altre volte si lavora nei weekend. Nessuno si fa problemi se uno vuole fare tante ore di straordinario anche se è un costo aggiuntivo per l’azienda. Quello che conta è la produttività e visto che c’è un sacco di lavoro e siamo a corto di personale ben venga fare ore aggiuntive. Alla fine la società è contenta perché rispetta i tempi delle consegne e il lavoratore è contento perché si ritrova un lauto ritorno economico (sottoforma di banca ore, comunque liquidabili). Inoltre, nel caso di Kitimat, non essendoci molto da fare alla sera, piuttosto che stare a guardare la tv e/o il pc, meglio fare un paio d’ore di straordinario e accumulare ore da spendere più avanti per un weekend lungo, per un viaggio o per avere un po’ di liquidità aggiuntiva in caso di acquisti importanti (per esempio una macchina).

Shames Mountain
E così a fine gennaio è arrivato il momento di parlare del mio futuro. Da parte del mio capo nessun problema a tenermi: nonostante il poco tempo a disposizione ho fatto una buona impressione (o almeno così pare) e la cosa non può che farmi piacere. Iniziato il processo per la LMO è arrivato il primo feedback negativo da parte degli avvocati di cui la società si avvale per le pratiche di assunzione di stranieri. Il problema principale è che per avere una LMO positiva si richiede che lo stipendio del lavoratore straniero sia pari alla media del settore, senza, però, alcun riferimento all'esperienza. La motivazione alla base di questa scelta è più che condivisibile: non si vuole che un datore di lavoro sfrutti la volontà del lavoratore straniero di lavorare in Canada per pagarlo meno del dovuto, con la conseguenza di affossare gli stipendi medi di tutto il Paese. Peccato che in un settore come quello dell’ingegneria, la differenza tra una posizione entry level e una senior è grande, per cui lo stipendio medio risulta di 75.000$/anno che non è assolutamente sensato per una posizione junior.

E così, ricevuto questo feedback sembrava non esserci via d’uscita così ho iniziato ad accettare l’idea di tornarmene in Italia, dopo un periodo di vacanza tra Vancouver e dintorni per “sperperare” parte dei guadagni (tipicamente sci tra Whistler, Grouse Mountain e magari Lake Louise e Sun Peaks). Accompagnato da un momento di nostalgia di casa (ormai sono quasi 6 mesi che sono via) e anche nostalgia di un minimo di vita sociale che Vancouver mi garantiva, avevo quasi un sentimento di sollievo all'idea di lasciare Kitimat, ritornarmene qualche settimana a Vancouver e poi a casa. Di conseguenza avevo smesso di pensare a vie alternative per restare (i classici magheggi) con la scusa del “io ho fatto quello che potevo, queste sono le regole e non posso farci niente”. Poi, dopo giorni di riflessione, la svolta: sono riuscito a togliere tutto dalla testa, lasciando solo i pensieri razionali e mi sono immaginato fra un paio di mesi in Italia e in Canada. Il me stesso in Italia, non aveva un lavoro preciso, ma era a casa, quella di mamma, papà e sorella (non che si stia male, ma dopo 7 mesi via, potrebbe essere traumatico) e impossibilitato ad andare a vivere per i fatti suoi a meno di non avere un lavoro lontano da casa, ma in quel caso con molta probabilità ci sarebbe stato l’aiuto della famiglia per poter sostenere i costi.
Douglas Channel (Kitimat)
E poi ho visto il me stesso in Canada: con un lavoro che mi piace e che è stimolante, in un appartamento mio (anche se in affitto), ma arredato da me, possibilmente con una mia macchina. Cose necessarie, visto che l’affitto di un appartamento da una camera passa dai 600$ per uno non arredato a 1200$ per uno arredato, per cui in breve tempo ci si ripaga l’arredo; e necessaria pure la macchina per essere libero di andare in giro e di andare a lavoro con il brutto tempo senza maledire il cielo. Ma soprattutto è l’idea della possibilità di fare questo che è piacevole e quando ci penso mi fa stare bene. L’idea che dopo 3 mesi di lavoro abbia già le risorse economiche per poter pensare di arredarmi una casa (anche se piccola e senza prendere gli arredi migliori sul mercato) senza dover chiedere aiuto a nessuno è quasi sorprendente: dico quasi perché so che non sono in Italia, dove una cosa del genere sarebbe impensabile al giorno d’oggi. E il pensiero di avere un posto mio, con il mio arredamento mi dà una carica positiva e aiuta non poco a superare la realtà dell’essere a Kitimat, di certo non un posto idilliaco per un giovane (ma lo è per chi ha famiglia, senza alcun dubbio). È il sapere che la sera dopo aver staccato dal lavoro, posso dire sono a Casa (con la C maiuscola). E questa è la grossa differenza tra l’Italia e Il Canada, o forse tra l’Italia e tanti altri posti. Un Paese che in questo momento non offre un futuro stabile a un giovane. Così è (se vi pare).

Quindi, dopo l’illuminazione (e non avevo bevuto, sul serio) ho ricominciato a pensare alle soluzioni: una è fare domanda direttamente per la residenza (strada difficilmente praticabile) e l’altra è cercare di aggirare il problema dello stipendio per la LMO. Dopo ulteriori chiaccherate con il mio capo, oltre a farmi piacere per l’interesse e gli sforzi che mettono per cercare di risolvere il problema (che probabilmente non ci sarebbero se non valesse la pena tenermi, o almeno mi piace pensarlo), siamo pronti a insistere in altri modi. Proprio ieri sera ci sono stati interessanti sviluppi, che sembrano positivi, ma meglio aspettare per cantare vittoria vista la situazione.

Per ora si continua a lavorare, in attesa di avere notizie e sapere che sarà di me da qui a 20 giorni.

martedì 15 gennaio 2013

New Year

E' passato parecchio tempo dal post precedente, per cui cercherò di riassumere brevemente gli eventi dell'ultimo mese.
Eravamo rimasti ai miei primi giorni a Kitimat, con abbondanti nevicate. Dal punto di vista lavorativo sono stati 10 giorni tranquilli, come spesso accade prima di Natale. Ho avuto così la possibilità di entrare agevolmente nelle dinamiche dell'ufficio, capire gli standard che vengono utilizzati e avere spazio e tempo per fare domande (che comunque ancora non sono finite, ma che stanno comunque diminuendo).

Nevicata a Kitimat
Sabato 22 sono volato a Vancouver per il Natale: è stata una settimana ricca di eventi e cene. Si è iniziato il 23 sera, con la cena dell'ormai famoso "Diario da Vancouver", quindi il 25 dicembre il classico pranzo di Natale, preparato da me, per 13 persone da tutto il mondo. C'erano brasiliani, coreani, giapponesi e ovviamente italiani. Finito il pranzo alle 5.30, in pieno stile italiano, era già ora di incominciare la cena dai parenti canadesi, mentre il 26 un'altra cena da altri parenti.

Finiti i pranzi e le cene di Natale si è passati a incontrarsi con un po' di amici a Vancouver: un po' di pattinaggio su ghiaccio a Downtown, una doverosa birretta al Ceili's e un altrettanto doverosa puntatina al cinema per vedere Django Unchained (che già che ci siamo, conisglio vivamente di andare a vedere). L'ultima sera sono finalmente andato a cena a The Fray, su Fraser Street. Se siete a Vancouver e volete passare una serata divertente è il posto ideale. Si mangiano hamburger, accompagnati da ottima birra, ma la cosa più bella è l'enorme scelta di giochi di società con cui passare la serata dopo aver mangiato. Merita sicuramente una sosta per passare una serata diversa in compagnia di amici.

Mount Elizabeth (Kitimat, BC)
Il 31 pomeriggio sono ritornato a Kitimat, giusto in tempo per partecipare al cenone di Capodanno via skype. Ho fatto la scelta di rientrare il 31 per riposare l'1 ed essere al 100% per il rientro al lavoro il 2; peccato che di lavoro non c'era praticamente traccia e avrei potuto benissimo rientrare l'1. Ma ormai è il passato ed è stato comunque divertente passare il capodanno in compagnia, anche se solo virtuale.





Dalla scorsa settimana, invece, il lavoro è ripreso alla grande e sono rari i tempi morti in ufficio. La complessità del progetto su cui lavoriamo, ancora mi impedisce di essere autonomo nelle cose da fare, ma spero a breve di riuscire a muovermi con più libertà, così da essere anche più produttivo.

Nel frattempo, mercoledì 9, mi sono patentato, di nuovo. La patente italiana, infatti, è valida solo 3 mesi se si entra in Canada come lavoratori. Ho dovuto quindi rifare il test di teoria, che ho fatto in dicembre, e il 9 ho fatto l'esame di guida. Niente di difficile, se non per le cattive abitudini prese e l'assurdo shoulder-check che viene richiesto in Canada, ovvero una torsione del collo per vedere se c'è qualcuno negli angoli ciechi della macchina, distogliendo completamente lo sguardo dalla strada davanti a noi. Presa la patente, venerdì mi hanno dato la macchina per il weekend. Più che una macchina è un mostro: un Dodge RAM 1500, 5.7 benzina a trazione posteriore (o 4x4 girando il manettino). Veramente un piacere da guidare. Guidare sulle Highway canadesi è bellissimo: in mezzo alle montagne e ai boschi innevati, poco traffico, però tra un paese (Kitimat) e quello dopo (Terrace) ci sono 55km. E sono pure vicini, perchè quello dopo Terrace è Smithers e sono 204km di nulla.

Così sabato sono andato per la prima volta a Terrace a fare shopping: un paio di cose per la casa, la spesa da Safeway e, cosa più importante, giacca e pantaloni da sci, più maschera e berretto. Sono quasi pronto per andare a sciare (ho solo dimenticato i calzetti che spero di recuperare in settimana, visto che per sabato il tempo sembra buono).
Il Ram con cui sono andato in giro l'ultimo weekend

In settimana vedo di organizzarmi: l'ostacolo più grande è il trasporto per cui devo vedere se posso usare una macchina della società o se c'è qualcuno che va e che mi dà un passaggio. Posso anche mettere le benzina, visto che qui costa l'equivalente di 0.94€/litro.

sabato 15 dicembre 2012

Un angolo di Canada chiamato Kitimat

Ed eccoci quindi a Kitimat. Il viaggio è iniziato con la sveglia alle 5.45 e una corsa in taxi sotto la solita pioggia di Vancouver fino in aeroporto. Classiche formalità di imbarco e poi via a bordo di questo piccolo aereo da 50 posti. Peccato per le nuvole che hanno impedito la vista delle montagne per tutta la durata del volo. Sceso dall'aereo già si sente di aver cambiato zona: qualche grado in meno, aria pulita e fresca e intorno tutto bianco.
Un dipendente della società per cui lavoro è passato a prendermi e mi ha portato in ufficio a Kitimat, dove ho conosciuto velocemente i colleghi. In totale, per ora, siamo in 6 più la segretaria, ma uno va via alla fine della prossima settimana. Poi vanno aggiunti un numero non ben definito di topografi, molti dei quali sono in turnazioni bi o tri-settimanali. In ogni caso si vedono quasi esclusivamente la mattina e la sera.
La segretaria mi ha accompagnato nell'appartamento che mi è stato messo a disposizione e mi ha fatto fare un rapido giro del paese così da avere un po' di orientamento. La casa è abbastanza comoda e calda; come soluzione temporanea va più che bene.

Kitimat è una paese costruito negli anni '50 dalla Alcan, la società che tuttora produce alluminio e ha una fabbrica immensa che stanno ora ampliando e ammodernando.
Stabilimento Alcan a Kitimat
Oltre a questo grande progetto di riqualificazione dello stabilimento Alcan, c'è un progetto da 5 miliardi di dollari per la costruzione di un gasdotto e di una centrale di liquefazione del gas naturale. Il gas viene estratto nella zona di Fort St. John, quindi è in fase di costruzione questo gasdotto per portare il gas a Kitimat dove, in una centrale anch'essa in fase di costruzione, verrà portato allo stato liquido, caricato sulle navi ed esportato.
Questo è il progetto della KM LNG, poi c'è la Shell che deve costruire la sua centrale e un'altra compagnia ancora. A questi, forse, si aggiungerà un oleodotto con l'obbiettivo di portare in maniera sicura il petrolio estratto nei giacimenti dell'Athabasca, nel Nord dell'Alberta, fino a Kitimat, dove verrà caricato sulle petroliere e anch'esso esportato. Ma in questo caso siamo ancora nelle fasi di discussione e approvazione del progetto.

La nevicata di stamattina
Dal punto di vista lavorativo, quindi, un ottimo posto: c'è la possibilità di imparare tanto e in breve tempo e anche mettere da parte parecchi soldi. Un po' meno la vita sociale, trattandosi di un posto piccolo e isolato; una cosa che comunque devo ancora approfondire essendo qui da pochi giorni. Dal punto di vista ambientale è stupendo: in mezzo alle montagne, tanti sentieri, ottimo posto per pescare (per chi piace). Poi, proprio, oggi, ho visto la prima di tante nevicate; niente di particolare comunque. Ci sono occasioni in cui fa 40-50 cm in una notte, oggi è stata più una spolverata con fiocchi belli grossi e umidi.

Stamattina ho anche fatto il test di teoria della patente. Un solo errore ed esame di guida già fissato per il 9 gennaio. Avere la possibilità di guidare diventa fondamentale per uscire da Kitmat e magari andare a Terrace, il paese vicino, leggermente più grande a circa un'ora di auto. Ma anche solo per andare a fare la spesa in tranquillità anche con il brutto tempo.

Per Natale, ritorno a Vancouver, visto che l'ufficio chiude e rimangono qui solo due colleghi che però hanno la famiglia. Una grande botta di fortuna mi ha fatto trovare il volo del sabato a 199$ invece che i 1400$ dei giorni scorsi e i 1100$ a cui lo vendono adesso. Il Capodanno sarà un po' triste: volo da Vancouver a Terrace il 31 sera e quindi da solo a passare l'ultima sera dell'anno. 1 giorno di riposo assoluto prima di tuffarsi al 100% sul lavoro per i 2 mesi successivi nell'inverno della North BC.

venerdì 7 dicembre 2012

Giro di boa

6 dicembre: 3 mesi in Canada e il regalo di compleanno più bello. Ho firmato il contratto di lavoro. Ma andiamo con ordine. Un paio di settimane fa ho ricontattato la società di ingegneria che avevo contattato ancora prima di partire dall'Italia per vedere se c'era qualche possibilità anche fuori Vancouver. Rispetto a settembre, quando l'idea era quella di restare a Vancouver, ho cambiato opinione e ho deciso di tentare la via del nord, dei luoghi più isolati e remoti. Dopo 3 mesi a mandare inutilmente decine e decine di curriculum, di parlare con amici, parenti e amici dei parenti (il famoso networking) senza ottenere risultati c'è stato un momento di riflessione, supportato poi da commenti di chi vive qui da anni e conosce la città. La domanda che sorge spontanea a me e ad altri nella mia stessa situazione è "come mai è così difficile, non solo trovare un lavoro, ma addirittura ricevere una risposta e la possibilità di fare un colloquio?". Il motivo, sostanzialmente, è la grande concorrenza. Vancouver è una città ambita, per la posizione, per la qualità della vita, per il clima e quindi molti cercano di sistemarsi in questa zona. Essendo poi stranieri si parte svantaggiati visto che un canadese ha la precedenza. Anche nell'eventualità di riuscire a trovare un lavoro, sarebbe anche difficile la possibilità di essere sponsorizzati perchè il governo difficilmente fornirà una Labour Market Opinion  positiva. Infine, anche se Vancouver ha sempre molti cantieri, i grandi lavori sono fuori: il Canada è un Paese pieno di risorse: petrolio, gas naturale, diamanti, carbone,...insomma un tesoro che in gran parte viene esportato, ma per farlo servono infrastrutture e tecnici che il Canada non ha a sufficienza. Ovviamente questi tecnici non servono in città, ma servono negli uffici posizionati fuori, che sono vicini ai luoghi in cui poi si realizzeranno le opere.

Contattata dunque la società ho fatto un colloquio telefonico di un'ora con il manager dell'ufficio che aveva bisogno di coprire questa posizione vacante. Poco più di una settimana dopo, ho finalmente ricevuto un feedback positivo, anche se non era un sì definitivo. Quello è arrivato mercoledì 5, con allegata un'offerta economica e di benefits non trascurabile (alloggio, anche se sarebbe solo temporaneo, ma visto che per ora sono garantiti solo 3 mesi posso stare in uno dei loro appartamenti per tutto il tempo; volo pagato e prelievo in aeroporto). Credo che a mio favore abbia giocato la disponibilità ad iniziare subito e trasferirmi in poco tempo, oltre alle rassicurazioni sulla volontà di rimanere oltre la durata del WHV. Martedì mattina, quindi, alle 8.35 si decolla per la nuova meta: Kitimat!


Kitimat è un paesotto da 8.000 abitanti, 700km in linea d'aria a nord di Vancouver, 1400km in macchina o 2 ore scarse di volo. Si trova alla fine di un'ampia valle, percorsa dal Kitimat River e all'estremità di un lungo fiordo. In lingua nativa Kitimat significa "popolo della neve" e non a caso. Come tutta la costa della BC, anche Kitimat riceve grandi quantità di precipitazioni, ma avendo temperature leggermente inferiori a quelle di Vancouver, nei mesi invernali queste precipitazioni sono spesso nevose. Per esempio a gennaio cadono in media 140cm di neve, insieme a 145mm di pioggia. Il paese più vicino è Terrace che si trova lungo la strada che collega Prince George a Prince Rupert e dove si trova l'aeroporto. 

Il prossimo post, molto probabilmente, sarà da lassù. Cercherò di ambientarmi in fretta e di non finire mangiato dagli orsi.

lunedì 19 novembre 2012

CFL Western Final

Questo weekend sono finalmente entrato al BC Place. Non una visita a stadio vuoto, ma una vera esperienza di un evento sportivo. La squadra di Vancouver di football americano, i BC Lions, giocavano infatti la finale della Western Conference contro i Calgary Stampeders. I Lions, campioni in carica, avevano chiuso la regular season al primo posto quindi hanno saltato un turno di playoff e avevano il vantaggio di giocare in casa. La Canadian Football League ha delle regole un po' diverse dalla ben più famosa National Football League e anche il livello, sia di giocatori che di arbitri, è molto più basso. Uno stadio stupendo, chiuso (ma con tetto apribile), confortevole e ben tenuto. Niente a che vedere con la maggior parte degli stadi di calcio italiani.

Stampeders @Lions - Vista dal mio posto
La partita, ahimè, è andata male: i Lions hanno giocato male e gli Stampeders, invece, molto bene. Il risultato finale è stato di 34-29, anche troppo bene per i Lions visto il gioco fatto. Calgary ha meritato di vincere anche se una pessima chiamata degli arbitri che hanno assegnato un touchdown che probabilmente non c'era li ha messi al sicuro dalla rimonta dei Lions. In Italia sarebbero state polemiche per giorni, invece all'uscita dello stadio erano comunque tutti felici per aver visto un bel match e non c'è stato nessun problema con i tifosi degli Stampeders tranquillamente mischiati a quelli dei Lions nei vari settori dello stadio. Quindi domenica prossima gli Stampeders sfideranno i Toronto Argonauts, proprio a Toronto, per la 100a Grey Cup, che viene assegnata al vincitore della CFL in una partita secca in sede predefinita (e fortuna di Toronto vuole che quest'anno la sede scelta è proprio il loro stadio, quindi giocheranno in casa).

In generale sul football americano mi sono ricreduto: avevo visto il primo quarto di un Super Bowl, ma non mi diceva niente. Probabilmente non conoscendo le regole e con tutti i tempi morti che ci sono tra un'azione e l'altra (oltre al fatto che era l'1 di notte di domenica sera) non mi aveva appassionato. Ma ora, dopo aver imparato le regole guardando le partite con chi conosce il gioco, beh è un grande sport. E c'è una passione incredibile per questo sport in tutto il Nord America, specialmente gli USA.

Il pubblico al BC Place domenica pomeriggio
Il Canada, invece, è prevalentemente fanatico di hockey, specialmente a Vancouver. Basta pensare che ogni partita dei Vancouver Canucks è sold-out dal 2002. Esiste una lista di attesa, la Blue List, per poter acquistare un abbonamento stagionale; ma mentre si è in questa lista d'attesa (a pagamento), si ottengono comunque i benefici come l'acquisto in prevendita dei biglietti per le singole partite. Per chi è fuori da questa lista per avere un biglietto per una partita ci vuole molta fortuna, scegliere una partita con poco appeal oppure conoscere qualcuno che ha l'abbonamento, e che lo cede per una partita (anche perchè con partite ogni 2 giorni difficilmente uno va a vederle tutte). Per ora, con il campionato bloccato dal lock-out non ci sono partite in vista e se dovesse iniziare a gennaio, facendo metà stagione, trovare un biglietto sarà ancora più difficile vista la crisi di astinenza dei canadesi. L'alternativa, e penso sarà il prossimo evento sportivo cui andrò, è andare a vedere i Vancouver Giants, altra squadra di hockey di Vancouver, che gioca in una lega minore, ma dove comunque si gioca un bell'hockey, a detta di qualcuno anche migliore dal punto di vista del gioco. E anche i biglietti sono più economici e più facili da trovare.